Curiosità
a cura di Enrica Angelini
Quid pro quo: un qui pro quo?
Quando usiamo la lingua inglese, persino il latino può trarci in inganno!
Chi di noi non ha provato un vago disorientamento ascoltando un dialogo in italiano in cui si parla di uno scambio – famoso tra tutti quello tra la giovane Clarice e Hannibal the Cannibal – e si utilizza appunto l’espressione quid pro quo? Certo, queste parole suonano molto simili a qui pro quo – nella lingua italiana, un fraintendimento – ma in effetti nel mondo anglofono si avvicinano piuttosto alla frase do ut des! 
Book ends: un finale stonato
Paul Simon e Art Garfunkel sono nel cuore di milioni di noi, grazie alle loro splendide ballate. Peccato dunque che un incauto recensore di uno dei loro ultimi concerti si sia fatto per così dire prendere la mano, imbastendo un breve articolo attorno al titolo di una delle loro canzoni più dolci e introspettive, Old friends. La similitudine utilizzata dai due grandi artisti statunitensi accosta i vecchietti seduti sulle panchine dei giardini pubblici ad altrettanti reggilibri book ends. Ci sembra proprio di vederli appoggiarsi l’un l’altro, mentre “persi nei loro cappotti attendono il tramonto”…
Il nostro giornalista ha invece pensato che book ends si riferisse a “finali di libri”e su questo ha creato un parallelo tra il termine dell’esistenza e le ultime righe di un romanzo.
Le parole per dirlo
Si tratta di un vezzo (o di un vizio?) che ha ormai preso piede. Molti di coloro che si accingono a inaugurare un’elegante boutique o un negozio di tendenza sembrano colti  da un insano quanto incontenibile desiderio: scrivere a caratteri cubitali sui manifesti o sulle vetrine ancora chiuse del nuovo punto vendita la frase NEXT OPENING, che in inglese vuole dire una cosa soltanto: apertura successiva.
Non basta infatti, consultare il vocabolario e mettere insieme singole parole; come tutte le lingue, anche l’inglese ha un suo modo di dire le cose.
A proposito, l’espressione corretta è: OPENING SOON.